Uomini in grembiule
HOTEL BOOK YOUR STAY
X Chiudi
 

Uomini in grembiule

otto

É forse il souvenir più amato dai turisti. Ma è anche un compagno di lavoro e di vita inseparabile per molti altoatesini. C’è anche chi dice che il germe, abbinato ai capi giusti, sia diventato un accessorio chic.

Non per moda, ma per comodità: senza quella particolare sopravveste, che arriva fino giù alle ginocchia, si sentono vestiti a metà . Sono contadini, viticoltori, lavoratori o pensionati intenti a fare bricolage. Prevalentemente uomini, ma anche molte donne. Diventato con gli anni un capo unisex, il tradizionale accessorio si è trasformato in una mise insostituibile, di sapore vagamente retrò. Di cosa stiamo parlando?

Dell’inconfondibile grembiule blu, il distintivo del lavoratore sudtirolese. Che sempre più turisti di città apprezzano.

Dicono che quel colore vistoso ravvivi la vita quotidiana. Un’esplosione di blu, può essere. Il grembiule tirolese, che in ladino si chiama “gurmel” e in tedesco “Schürze”, si mette innanzitutto perché estremamente pratico. Da oltre cent’anni nella terra di Luis Trenker non viene mescolato calcestruzzo, coltivato campo, tagliata legna e innaffiata pianta senza il grembiule blu indosso. Tutti quelli che vogliono seriamente combinare qualcosa, e finire la giornata senza macchie, ne hanno almeno un paio in armadio. Il frutticoltore Riegler della Bassa Atesina ne possiede più di venti. “Gli usi sono molteplici” racconta il quarantenne. 

“Nella sacca sotto il grembiule allacciato posso riporre le forbici per la potatura della vite o altri piccoli accessori utili; se ho le mani bagnate o sporche mi posso asciugare e pulire”.

Inoltre: arrotolato e stretto intorno alla vita si adatta persino come funzionale borsetta. Negli anni è diventato altresì supporto per messaggi promozionali e réclame di aziende commerciali, artigianali e della piccola industria.

E poi ha il suo fascino: sopra una camicia bianca o a quadretti e con una giacca scura, risulta persino elegante, chic. Insomma, quel semplice pezzo di stoffa, piace. Tanto che il “grembiule style”ammalia anche i villeggianti in vacanza in Sudtirolo. Tutti ne vogliono uno. Per chi li produce, le tessiture artistiche, sono ovviamente affari d’oro. Ciononostante, indossare un grembiule senza ornamenti o scritte è un po’ come mangiare l’insalata senza condirla. C’è di tutto: dallo slogan di protesta contro le tasse al proverbio filosofico, dalla metafora sarcastica sulla moglie ad improbabili annunci matrimoniali. Qualche esempio: “Lustig und ledig” (divertente e scapolo) “Lustig und durstig” (divertente e assetato), “Selten darei” (raramente a casa).

Il più ricercato è “Mann mit Glatze sucht Frau mit Locken” (che letteralmente tradotto è (Uomo pelato cerca donna coi riccioli). Humor tirolese, direbbe qualcuno. Non mancano le composizioni meticolosamente ricamate: dai fiorellini allo stemma tirolese con un’aquila rossa in campo bianco. E ancora: cervi cavalli marmotte.

In cina non ci hanno ancora pensato ad imitarlo. Quello originale con i lacci è “made in South Tyrol”, in tessuto 100% cotone. Tutti prodotti artigianali di ottimo livello. La misura standard è di 70x90 centimetri. Il bordo bianco e il filo rosso non devono assolutamente mancare. Oggi il grembiule funge principalmente da indumento di protezione e da lavoro, anche se, come abbiamo detto, può avere un utilizzo abbastanza versatile. Ha una storia tutta sua: originariamente era di lino bianco. Venne realizzato di cotone solo verso la fine del 19esimo secolo e indossato dai contadini principalmente dopo la messa domenicale nella piazza del paese o al mercato per sottolineare lo stato sociale. Pulito e ben stirato. Tra 1900 e il 1950 venne infine sostituito dall’odierno grembiule blu. Inizialmente veniva cucito dalle donne del maso per i loro mariti; solo nel corso degli anni sessanta e settanta divenne un prodotto di produzione industriale. Rivisitato e corretto. Ancora oggi chi lo indossa la domenica tira su un angolo per testimoniare che è “giorno di riposo” 

 

 

img5.png