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il Gran Bracun

gran bracunIn Val Badia è ancora vivo il ricordo dell’eroico compatriota Francësch Wilhelm de Brach, conosciuto anche come il «Gran Bracun». Il prode di Marebbe si fece grande onore e fama nelle crociate in Terra Santa, ma compì l’impresa più ardita e valorosa tra i suoi monti. Bisogna infatti sapere che molti e molti anni fa viveva ai piedi del Sasso della Croce un ferocissimo drago che s’avventava su ogni uomo o animale che incontrava per divorarlo. Tali luoghi iniziarono quindi a spopolarsi rapidamente e il famelico demone, non trovando più nulla da mangiare, prese a scendere fino a valle. Neppure le case potevano garantire un rifugio sicuro e nei paesi si respirava un’aria di desolata rassegnazione. 

Il tesoro di Santa Barbara

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La chiesetta di Santa Barbara, sulle colline sovrastanti il paesino di La Valle, in Alta Badia, si trova in una zona molto suggestiva. Gli abitanti di questo luogo hanno ancora ricordi molto vividi della storia dei signori di Rü: alcuni secoli addietro avevano sepolto soldi e gioielli preziosi vicino alla chiesa.

 

 

Il viaggiante di Venezia a San Vigilio di Marebbe

viaggiatore di venezia"Le Mandl de Aunejia (Venezia) a Ras"

Vicino al paese di San Vigilio di Marebbe, in Val Badia, si ammira un castello arroccato su una collina, fatto costruire dai nobili di Ras nel XV secolo. Nei pressi di questo castello si trova un grande maso, il Lüch da Ras.

Gli gnomi e il calzolaio di Marebbe

gli gnomiLa giornata era ormai giunta al tramonto, con gli ultimi raggi che si adagiavano sulle guglie della Val Badia. Il povero Toni si stava attardando per preparare sul suo tavolo tutto l’occorrente per confezionare un nuovo paio di scarpe. Finita questa operazione, si levò molto stanco dallo sgabello, chiuse l’uscio e si avviò verso casa. Il mattino seguente, con grande sorpresa, nell’aprire la porta della bottega notò che il paio di scarpe erano già pronte. Il pensiero di una tale stranezza lo accompagnò per tutta la mattinata e, una volta a casa, ne parlò con la moglie.

Re Ombro e Ombretta

Re Ombro e Ombretta

Si narra che nell’alta Val Pettorina, a monte dei Serrai di Sottoguda, vi fosse un gigantesco portone di bronzo, che precludeva l’entrata al regno, mitico e fiabesco, del re Ombro.  Il re abitava in un meraviglioso palazzo di alabastro, il cui accesso era negato ai più, e che quindi in pochi avevano potuto ammirare. 

La figlia Ombretta era bellissima, dal carattere solare e allegro, ed amata da tutti i sudditi. Da tutti, fuorché la matrigna, che la vedeva come un ostacolo per l’avvenire delle figlie, in realtà non molto avvenenti. 

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